Domenica 13 settembre 2026, XXIV del tempo ordinario.

Santa Messa prefestiva Sabato 12 Settembre 2026 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 13 Settembre 2026 alle ore 11 nelle chiese di Santa Maria di Castello e San Donato

PREGHIERA
O Dio, che hai creato e governi l’universo, fa’ che sperimentiamo la potenza della tua misericordia, per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio.

PRIMA LETTURA
Questo brano della saggezza di Israele supera la legge del taglione e si avvicina all’insegnamento di Gesù. Il fondamento di questi pensieri è la consapevolezza che tutti siamo peccatori davanti a Dio e tutti abbiamo bisogno del suo perdono. Non possiamo chiedere qualcosa a Dio per noi e non concederlo ai fratelli con i quali condividiamo la vita.
Dal libro del Siràcide
Rancore e ira sono cose orribili,
e il peccatore le porta dentro.
Chi si vendica subirà la vendetta del Signore,
il quale tiene sempre presenti i suoi peccati.
Perdona l’offesa al tuo prossimo
e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.
Un uomo che resta in collera verso un altro uomo,
come può chiedere la guarigione al Signore?
Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile,
come può supplicare per i propri peccati?
Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore,
come può ottenere il perdono di Dio?
Chi espierà per i suoi peccati?
Ricòrdati della fine e smetti di odiare,
della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti.
Ricorda i precetti e non odiare il prossimo,
l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui.

Salmo Responsoriale
Il Signore è buono e grande nell’amore.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.

SECONDA LETTURA
San Paolo ci ricorda che tutta la nostra esistenza è “per il Signore”. Vuol dire che in Lui trova senso la nostra vita in tutte le sua manifestazioni perché Gesù è il Signore, cioè ha dato valore positivo a tutto.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore.
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.

VANGELO
Gesù per farci capire quanto sia importante nel regno dei cieli il perdono ci offre una parabola molto eloquente e ci invita ad avere nel cuore gli stessi criteri di valutazione misericordiosa che ha Dio nostro Padre.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

OMELIA
Riflettiamo sul perdono.
Cerchiamo di fare due brevi riflessioni che ci possono toccare da vicino.
Gesù ci vuole dire prima di tutto che siamo dei “perdonati”.
Nel nostro cammino di fede, per essere discepoli di Gesù nel modo migliore incontriamo delle difficoltà, dei momenti di arresto, delle cadute che a volte ci fanno anche male. La spinta a riprendere il viaggio ci è data dalla certezza che il Signore perdona i nostri peccati e le nostre debolezze e che ci ridona fiducia per riprendere il cammino che serenità e forza.

La seconda riflessione: perdonare vuol dire anche ri-allacciare i legami con il prossimo che si sono strappati per vari motivi, o per lo meno tentare.
Riallacciare vuol dire ridare fiducia dopo una esperienza deludente,
vuol dire cercare di ricostruire un rapporto anche se con fatica.

Concludo ricordando che anche il perdono è un percorso della vita che va fatto con perseveranza e fiducia e pregando il Signore che doni il suo Spirito di scienza e di fortezza.

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